Scarpe da lavoro consigliate per il giardinaggio

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Le scarpe antinfortunistiche rientrano nei DPI, dispositivi per la protezione individuale. Le scarpe antinfortunistiche hanno il compito di proteggere i piedi di chi le indossa da situazioni di aggressioni esterne (come schiacciamento, ustioni, fluidi caldi o scorie, freddo, perforazioni, vibrazioni, scosse elettriche) e nel contatto verso il suolo (pericoli di scivolamento su roccia o fango, su superfici cosparse di olio, grasso, altre sostanze scivolose e scorie incandescenti). Le scarpe antinfortunistiche permettono di prevenire questi pericoli tramite particolari accorgimenti tecnologici; per esempio il pericolo di schiacciamento è prevenuto dalla presenza di un puntale d’acciaio (o materiali simili).

COME SCEGLIERLE
Le scarpe antinfortunistiche si scelgono sulla base di due aspetti fondamentali: la sicurezza e il comfort. Per avere una guida completa alle calzature antinfortunistiche consigliamo la guida di scarpeantinfortunistiche.org
Sicurezza: lavori diversi comportano pericoli diversi. A seconda del rischio che si presenta la calzatura deve avere particolari caratteristiche. Se si lavora a contatto con materiali elettrico, la scarpa deve avere la caratteristica dell’antistaticità, cioè evita l’accumulo di carica elettrostatica disperdendola nel minor tempo possibile.
Comfort: la calzatura non deve essere un intralcio scomodo per chi la indossa, tutt’altro. Il lavoratore deve poter operare in completa sicurezza e comodità, quasi come se indossasse scarpe di tutti i giorni.
_Caratteristiche per la sicurezza
Le scarpe sono di diverse categorie (SB, da S1 a S5): ogni categoria corrisponde a un livello di sicurezza crescente in cui sono incluse sempre più protezione. Le caratteristiche riscontrabili nella maggior parte delle scarpe sono:
Punta antischiacciamento: serve a preservare le dia da traumi da schiacciamento. Può essere in alluminio, acciaio o composito (fibre plastiche, di carbonio o kevlar)
Antiscivolo: ci sono livelli diversi anche di aderenza al terreno, ma è abbastanza comune come caratteristica. Per svolgere attività su un terreno accidentato è consigliata una suola alta e tassellata per non scivolare.
Antistaticità: impedisce che le cariche elettrostatiche si accumulino facendo si che si disperdano rapidamente.
Impermeabilità: la resistenza all’acqua è necessaria per prevenire situazioni scivolose e freddo all’interno della calzatura che poi si riverserebbe su tutta la persona.
Resistenza alla perforazione: leggermente meno comune, per quando si lavora con oggetti acuminati o taglienti.
Resistenza al calore: è una caratteristica comune alla maggior parte delle scarpe, serve a mantenere abbastanza temperata la temperatura del piede.

RESTRIZIONI LEGALI
Riportando le parole dell’articolo 2087 del Codice Civile: “L’imprenditore è tenuto ad adottare, nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori”. In altre parole, se esistono casi di pericolo per cui la legge non prevede soluzioni, sta al datore di lavoro valutare i rischi connessi all’attività e quindi prendere le contromisure necessarie. Nel caso di infortunio dovuto a mancanza di scarpe antinfortunistiche dove non ce n’era bisogno, il supervisore dovrà dimostrare al giudice come il rischio non fosse ragionevolmente prevedibile.
Come sottolineano gli articoli 20 comma 1d e 78 comma 2 del decreto legislativo 81 dell’anno 2008, i doveri degli imprenditori non si limitano solamente a fornire i DPI (incluse quindi le scarpe antinfortunistiche), ma anche a disporre che questi siano utilizzati e devono supervisionare che il lavoratore li utilizzino osservando le norme vigenti.

CASI PARTICOLARI
Un caso particolare si presenta quando il lavoratore per particolari disposizioni mediche o comunque della natura del proprio corpo non può indossare scarpe antinfortunistiche. Per esempio, se il lavoratore presenta un certificato medico in cui gli vengono certificate menomazioni, particolari patologie ecc. che impossibilitano l’utilizzo della scarpa antinfortunistica o che comunque l’uso della calzatura potrebbe aggravare. In questo caso il supervisore può agire in tre modi:
– consultare o un medico competente o il medico responsabile della prescrizione per accertarsi della presenza e della natura di quanto presentato, se si tratta di un problema transitorio
– Se il problema esiste il datore di lavoro può agire in due modi: ricercare una calzatura antinfortunistica adatta, magari con misure diverse di comfort (che rispetti comunque i requisiti di sicurezza richiesti dalla mansione) oppure indirizzare il lavoratore verso un’azienda specializzata che crei una scarpa ad-hoc.
– Invece, se non esiste nessun modo di far indossare al lavoratore la calzatura antinfortunistica, non resta che cambiare la mansione al lavoratore in cui non vi sia l’obbligo di scarpe antinfortunistiche.

 

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